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IPPODROMO |

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Ai
tempi dell'antica Bisanzio, le elezioni non si tenevano con insipide
votazioni. Il destino di più di un imperatore è dipeso da una corsa
di bighe alla Ben Hur. Le gare si tenevano all'Ippodromo, o
Atmeydani, dove i Verdi e i Blu (le fazioni politiche) si davano
battaglia. Non era raro che un imperatore perdesse il trono in un
tumulto dopo la gara. |
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Anche
i sultani ottomani non persero di vista le attività dell'Ippodromo.
Se lo scontento montava, la folla accorreva all'Ippodromo e
dall'assembramento poteva facilmente nascere un tumulto e poi una
rivolta. I disordini del 1909 causarono la caduta di Abdul Hamit II
e la promulgazione della Costituzione ottomana. |
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Anche
se avrebbe potuto essere il teatro della loro rovina, gli imperatori
bizantini e i sultani ottomani operarono per abbellire l'Ippodromo.
Purtroppo, molte antiche statue, dal valore inestimabile e scolpite
da celebri artisti del passato, sono andate perdute. I principali
responsabili della dispersione di questo tesoro furono i soldati
della IV Crociata, che misero al sacco Costantinopoli nel 1204. |
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Vicino
al limite settentrionale dell'Ippodromo, si trova una meravigliosa
opera in pietra, denominata fontana dell'Imperatore Guglielmo. Nel
1901, il sovrano tedesco fece una visita di stato a Abdul Hamit II e
donò la fontana al sultano e al suo popolo, in segno di fratellanza. |

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Il
notevole obelisco in granito di Teodosio fu scolpito in Egitto
intorno al 1450 a.C. L'imperatore bizantino Teodosio lo portò a
Costantinopoli nel 390 d.C. e lo fece erigere su di un piedistallo
in marmo, decorato da fregi nei quali era lo stesso Teodosio a
comparire in vesti imperiali. Anche se i fregi sono andati perduti,
l'obelisco è ancora intatto, in tutta la sua maestosità. |
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