MONUMENTI DI ISTANBUL

SANTA SOFIA

CHORA

CISTERNA BASILICA


È il monumento più importante e famoso di Istanbul, il gioiello non solo dell’età giustinianea ma di tutta l’architettura bizantina. Fu chiesa per 916 anni, moschea per altri 482; sconsacrata per ordine di Atatürk oggi è museo. Anche se il suo aspetto esterno non appare particolarmente bello, resta una delle testimonianze più importanti nella storia dell’umanità: non esiste un altro edificio bizantino che sia grande neppure la metà di questo, né fu mai imitata fino al XVI secolo, quando furono costruite le moschee ottomane, perché considerata un’opera miracolosa, condotta a termine soltanto grazie all’intervento divino.

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Un favoloso ciclo di mosaici e affreschi del XIV sec. decora gli interni della Chiesa di San Salvatore in Chora, cioè "fuori le mura", cosi chiemata perché sorgeva all'esterno delle mura erette da Costantino. Trasformata in museo è, dopo Aya Sofya, il più rappresentativo dei monumenti bizantini di Istanbul. Tra i pannelli più pregevoli della chiesa, nota anche come Kariye Müzesi, spiccano quelli della navata centrale, restaurati tra il 1948 e il 1959 a opera della Byzantine Society of America, raffiguranti Cristo e l'Assunzione della Vergine. Mentre l'affresco più spettacolare e senz'altro quello del Giudizio Universale che decora il parecclesion, la cappella che ospita le tombe dei Eondaton della chiesa.

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Dopo la visita d'obbligo al Palazzo del Topkapi, ci si può dedicare all'esplorazione della parte più curiosa della citta, quella sotterranea, rappresentata dalle Cisterne. Sorti numerosi nel periodo bizantino per sopperire alla mancanza d'acqua in caso d'assedio, questi enormi serbatoi, spesso realizzati con materiali di recupero, sono una vera scoperta. La più famosa è la Yerebatan Sarayi, la Cisterna Basilica (visitabile ogni giorno tranne il giovedi): una sala di 140 metri di lunghezza per 70 di larghezza, coperta da un soffitto a volte sorretto da 336 colonne. Una passerella permette di raggiurigerne il fondo, dove si trovano due blocchi di marmo con un bassorilievo della Medusa.

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MUSEO ARCHEOLOGICO

IPPODROMO

MOSCHEA BLU


Nelle sezioni d’arte classica e dell’antico oriente sono esposte opere egizie, assire, sumere e babilonesi, oltre una notevole collezione di capolavori della civiltà anatolica.

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Ai tempi dell'antica Bisanzio, le elezioni non si tenevano con insipide votazioni. Il destino di più di un imperatore è dipeso da una corsa di bighe alla Ben Hur. Le gare si tenevano all'Ippodromo, o Atmeydani, dove i Verdi e i Blu (le fazioni politiche) si davano battaglia. Non era raro che un imperatore perdesse il trono in un tumulto dopo la gara.

Anche i sultani ottomani non persero di vista le attività dell'Ippodromo. Se lo scontento montava, la folla accorreva all'Ippodromo e dall'assembramento poteva facilmente nascere un tumulto e poi una rivolta. I disordini del 1909 causarono la caduta di Abdul Hamit II e la promulgazione della Costituzione ottomana.

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Se la moschea di Solimano è grandiosa, la più suggestiva è quella fatta costruire dal sultano Ahmet I tra il 1609 e il 1617 da Mehmed Aga, un cristiano nato in Europa intorno al 1540, abile lavoratore della madreperla, allievo di Sinan e divenuto a sua volta architetto di corte nel 1606. Poco prima dell’inizio dei lavori, l’impero aveva subito una sconfitta disastrosa e forse il giovane sultano (aveva solo 19 anni) voleva placare Dio e farsi perdonare le sue dissolutezze quando decise la costruzione della Ahmediye Cami (nota come moschea Blu o Azzurra).

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GRAN BAZAR

ACQUEDOTTO DI VALENTE

MOSCHEA DI SULEYMANIYE


Per godere il Gran Bazaar, questo gigantesco labirinto di strade lungo le quali si allineano qualcosa come 5-6.mila negozi – oltre a banche, moschee, stazioni di polizia, officine, ristoranti – è bene trovarsi sul posto di buon mattina e sapere che fino a sera occorre vivere la vita del mercato secondo la filosofia orientale: senza avere cioè alcuna fretta di tornarsene in albergo. Mai come all’interno del Kapali Carsi il detto romano del carpe diem è indicato.

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La sua costruzione fu iniziata da Costantino e fu terminata, nel 378 d.C., dall'imperatore Valente. Il tratto sopraelevato, di cui attualmente restano circa 800 metri, era lungo più di un chilometro. E' costituito da due ordini di arcate di cui la prima è realizzata in grossi blocchi di pietra, mentre la seconda è costruita con materiali più leggeri. L'acquedotto fu restaurato a più riprese in quanto rimase in funzione fino al secolo XVI.

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La moschea di Solimano è una delle più famose, la più vasta, la più alta, il più bell’edificio islamico costruito tra il 1550 e il 1557 dall’architetto Sinan che riconobbe in questo complesso la prima opera della sua maturità. Il terreno, sul sesto colle della città, declina rapidamente verso il Corno d’Oro, perciò furono necessarie vaste fondazioni di pietra. Gli scalpellini erano tutti originari dall’Armenia, all’epoca i migliori del mondo.

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TORRE DI GALATA

PALAZZO DI DOLMABAHCE

 BAZAR EGIZIANO DELLE SPEZIE


Nel corso dei secoli l’aspetto di Costantinopoli si era notevolmente modificato a causa di una serie di eventi naturali, primo fra tutti i terremoti: i danni arrecati da scosse sismiche tra i secoli IX e X – nel 975, nel 1032 e nel 1033 – furono ingenti. Altra calamità frequente nella città erano gli incendi, che divampavano rapidi e inarrestabili. Ma soprattutto le intemperie e l’incuria contribuirono a trasformare via via l’aspetto trionfale della capitale tardoantica in quello della tipica città medievale, dove i sontuosi palazzi ormai in stato di abbandono si alternavano alle baracche dei poveri ammassate attorno alle chiese di quartiere, e dove i numerosi vicoli, bui e pericolosi per via della criminalità, si intrecciavano con le strade principali divenute ormai un pantano di fango.

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La cosa che più stupisce, venendo da Kabatas, lungo la Mebusan Caddesi, non è tanto la costruzione bianca che sembra tuffarsi nel Bosforo, meglio conosciuta come palazzo di Dolmabahçe, quanto le sentinelle che ne sono a guardia; due pezzi di marcantonio, altissimi ed in divisa militare con l’elmetto bianco in testa e un bel fucile mitragliatore imbracciato. La verità è che sembrano finti. Non un movimento, non un battito di ciglia, fermi lì, impassibili per ore ed ore fino a che non è l’ora del cambio. Nemmeno le guardie della Regina Elisabetta sono così immobili. Ma in Turchia è così. Fa parte del costume militare. Si oltrepassa il grande cancello e si entra nei giardini del palazzo.

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Andando verso il porto, incontrerete il naturale proseguimento del Gran Bazar: il Mercato delle Spezie. La struttura è la stessa, si tratta sempre di vie coperte ed attrezzate a negozio, ed anche il più distratto dei turisti si accorgerebbe della differenza, non fosse altro per l'odore.

Qui le bancarelle sono piene del classico "ben di Dio", e tra dolcetti, frutta, caffè, caviale, polveri colorate non ben identificate ed ovviamente spezie di tutti i tipi, verrete quasi aggrediti da un muro olfattivo quale non vi capiterà forse mai più di percepire.

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TORRE DI LEANDRO

MOSCHEA DI EYUP SULTAN

ISOLE DEI PRINCIPI


Conosciuta come la Torre di Leandro (Kýz Kulesi) è uno dei simboli romantici di Istanbul. Costruita in origine nel XII sec. su una piccola isola all'entrata del porto, la costruzione attuale risale al XVIII sec.

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Non solo è considerata la moschea santa di Istanbul, ma addirittura è forse, dopo la Mecca e Gerusalemme, il terzo luogo sacro ai pellegrini del mondo islamico. La sua celebrità dovuta al fatto che qui è sepolto il portabandiera del profeta Maometto, Eyüp-ül-Ensârî- Halit Bin Zeyd, colpito a morte e sepolto nel campo di battaglia durante il primo assedio di Costantinopoli da parte degli arabi nel 669. All’epoca del grande assedio, nel 1453, si dice che Maometto il Conquistatore ebbe in sogno la visione del luogo dove era stato sepolto Eyüp: fece scavare ed effettivamente trovò ciò che aveva sognato.

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Un arcipelago di nove isole nel Mar di Marmara, erano un luogo di esilio per i principi di Bisanzio. Oggi, gli abitanti benestanti di Istanbul, trascorrono i mesi estivi in queste isole per approfittare della brezza fresca, della chiarezza del mare e delle loro eleganti dimore del XIX sec. Büyükada è la più grande. Si può passeggiare in carrozzella tra i pini, dopo essersi riposati sulla spiaggia di una delle numerose insenature che costeggiano la riva. Le altre isole apprezzate sono Kýnalý, Sedef, Burgaz e Heybeli.

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IL BOSFORO

MURA DI TEODOSIO

STRADA ISTIKLAL


Della fortezza, oggi, non restano che le torri che volendo si possono visitare. Che non è proprio indispensabile. Semmai è più interessante farsi le due rive del Bosforo andando con un battello da una sponda all’altra con partenza da Besiktas fino al villaggio Anadolu Kavagi. Basterà acquistare un biglietto, confondersi con i turisti, sedersi su una panchetta e scoprire un’altra dimensione di Istanbul. Prima tappa, dopo aver superato il palazzo Ciragan (attualmente l’hotel più lussuoso della città), sarà Ortakoy con la sua bella Moschea.

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All’imperatore Teodosio II (408-450) si deve la cinta muraria più ampia che chiudeva la città fondata verso il 660 a.C. da coloni dori di Megara. Dopo aver acquistato subito notevole importanza commerciale e industriale, Bisanzio cade alla fine del secolo VI sotto la dominazione persiana. Nel secolo seguente partecipa all’insurrezione ionica (499) per ripiombare presto sotto i Persiani. Liberata da Pausania (478), si ribella poi ad Atene ed è presa da Alcibiade (408). Durante le lotte dei Diadochi (secolo IV) si mantiene indipendente, poi diventa alleata fedele e rimunerata dei Romani.

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Istiklal Caddesi, la strada del passeggio a nord del Corno d'Oro nel quartiere Beyoglu, ha sempre un certo fascino, forse non come un secolo fa quando la percorrevano i ricchi Ottomani e gli Europei in redingote fra pizzi e ombrellini: chiudete gli occhi e magari con uno sforzo di immaginazione rivedrete la strada come al tempo del suo massimo splendore.

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PALAZZO DI YILDIZ

LICEO DI ISTANBUL

 


Chissà se poi è tutta leggenda o magari c’è un pizzico di verità in quel che si afferma a proposito della fuga dell’ultimo sultano dell’Impero Ottomano dal palazzo di Yildiz. Ma, vera o non vera, a noi certe storie piacciono e non si vede proprio il motivo per il quale non si debba credere alla leggenda secondo cui nella notte in cui Mehmet VI abbandonava di nascosto la Corte – accompagnato dal suo gran ciambellano, due segretari, il medico, il capobanda, il valletto, il barbiere, due eunuchi, nonché da casse piene di oro e di gioielli – si scatenò un violento temporale con lampi e tuoni.

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Istanbul Lisesi (Istanbul High School), one of the oldest and most prestigious educational institutions in Turkey, was established in 1884.

As a state high school, Istanbul Lisesi admits students through the central state school examination. Admission to Istanbul Lisesi is extremely competitive with only 144 students enrolled each year from a pool of over 400,000 applicants, which makes it the most difficult to enter among all of the 400 special state secondary schools in the country.

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