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MOSCHEA BLU (MOSCHEA DI SULTANAHMET) |

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Se
la moschea di Solimano è grandiosa, la più suggestiva è quella fatta
costruire dal sultano Ahmet I tra il 1609 e il 1617 da Mehmed Aga,
un cristiano nato in Europa intorno al 1540, abile lavoratore della
madreperla, allievo di Sinan e divenuto a sua volta architetto di
corte nel 1606.
Poco prima dell’inizio dei lavori, l’impero aveva subito una
sconfitta disastrosa e forse il giovane sultano (aveva solo 19 anni)
voleva placare Dio e farsi perdonare le sue dissolutezze quando
decise la costruzione della Ahmediye Cami (nota come moschea Blu o
Azzurra). |
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Gli
Ulama protestarono per la fondazione di una moschea che doveva
essere finanziata dal tesoro dello Stato anziché dal bottino di
guerra. Forse proprio da questo fatto è nata la leggenda secondo cui
i sei minareti erano una sfida alla divinità, perché eguagliavano il
numero di quelli della Mecca. |
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Nonostante
la grande popolarità dell’edificio, l’effetto generale è felice
soltanto da certi punti di vista, dove la composizione piramidale
risulta accentuata dai minareti angolari. |
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I
minareti più bassi della facciata nord hanno piuttosto l’effetto di
diminuire la tensione. Anche la decorazione esterna in azzurro
intenso, probabilmente non originale, contrasta con l’abbondante uso
delle piastrelle nelle pareti interne. |
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Vi
si entra attraversando un cortile alberato – da dove si ammirano le
trenta cupole sorrette da ventisei colonne di granito con capitelli
di stalattiti – in cui è una fonte esagonale circondata da sei
colonne e destinata alle abluzioni rituali. |
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La
sala di preghiera è quasi un quadrato (m 64 x 72), con proporzioni
molto simili ad altre moschee, ma i quattro possenti pilastri
cilindrici del diametro di cinque metri – molto più del necessario –
fanno apparire piccolo tutto il resto. La cupola è decoratissima:
dal suo centro partono dorati raggi di sole che terminano – oro su
fondo blu – sui calligrammi che riportano un versetto del Corano che
dice: “Dio è la luce del cielo e della terra”. |
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La
chiamano moschea “Blu” per il colore dominante degli ornamenti del
suo interno, dall’azzurro al prussiano, dal cilestrino
all’oltremare. E sulle pareti rivestite nella parte superiore di
maioliche turchese, la luce che entra dalle 260 finestre
coloratissime creano un clima di mistico raccoglimento. |
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L’atmosfera
è ancor più suggestiva durante il mese del Ramadan quando le
numerose lampade accese fanno risplendere le maioliche verde-blu e i
rossi tappeti della preghiera. |
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Questa
moschea, che fino al XIX secolo fu il punto di partenza dei
pellegrinaggi dei maomettani alla Mecca, è l’unica al mondo ad avere
sei minareti. A opera compiuta, il sultano stesso, per far tacere le
polemiche, dovette dotare la moschea della Mecca di un settimo
minareto, perché riconquistasse il primato religioso. |