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TORRE DI
GALATA |
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Nel
corso dei secoli l’aspetto di Costantinopoli si era notevolmente
modificato a causa di una serie di eventi naturali, primo fra tutti
i terremoti: i danni arrecati da scosse sismiche tra i secoli IX e X
– nel 975, nel 1032 e nel 1033 – furono ingenti. Altra calamità
frequente nella città erano gli incendi, che divampavano rapidi e
inarrestabili. Ma soprattutto le intemperie e l’incuria
contribuirono a trasformare via via l’aspetto trionfale della
capitale tardoantica in quello della tipica città medievale, dove i
sontuosi palazzi ormai in stato di abbandono si alternavano alle
baracche dei poveri ammassate attorno alle chiese di quartiere, e
dove i numerosi vicoli, bui e pericolosi per via della criminalità,
si intrecciavano con le strade principali divenute ormai un pantano
di fango. Costantinopoli appariva, soprattutto agli occhi dei
contemporanei occidentali, come la città medievale per eccellenza:
così la vedeva l’abate latino Odone di Deuil quando, nella metà del
XII secolo, scriveva che essa «come sorpassava le altre città in
ricchezza, così le sorpassava nei vizi. |
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Numerosi
infine erano i mercanti occidentali che risiedevano a Costantinopoli
per tutto o per una parte dell’anno. Essi abitavano in un quartiere
latino, nelle cui chiese le funzioni religiose seguivano la liturgia
romana. Tra i mercanti, quelli più assidui e più abili furono i
Veneziani, che occuparono nella città una vasta area densa di
magazzini e di negozi. Nel 1082 la posizione dei mercanti veneziani
divenne particolarmente privilegiata grazie a una concessione
imperiale che permetteva loro – in cambio di aiuto militare a
Bisanzio – di esercitare liberamente il commercio in tutto l’Impero
senza pagare tasse e senza dover subire alcuna ispezione doganale.
Nel XIII secolo i Genovesi fondarono invece un’importante colonia
nel quartiere di Galata, nel settore nord del Corno d’Oro, dove
istituirono un governo retto da un podestà che veniva nominato
direttamente da Genova. |
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